cosa vedere a morigerati: guida e consigli

Cosa vedere a vedere a morigerati – Morigerati è una meta che non può mancare nel carnet di un buon viaggiatore che sceglie di visitare il Cilento: chi lo visita la prima volta rimane rapito dalle destinazioni più note, quelle sulla costa. Ma il Cilento non è solo questo, e i luoghi da visitare sono innumerevoli: è una sub regione piena di sorprese archeologiche e naturalistiche. Morigerati ne custodisce alcune. Molte altre sono nel territorio di Sicilì, borgo frazione, al quale dedicheremo un approfondimento.

cosa vedere a morigerati:  guida e consigli

Oasi Wwf Grotte del Bussento

Dal 1995 Oasi Wwf, il sito naturalistico delle Grotte del Bussento è considerato il più importante in Italia per il particolare fenomeno carsico della risorgenza. Una riserva di 607 ettari che si raggiunge dopo una passeggiata lungo un’antica mulattiera. Offre uno straordinario paesaggio: la vegetazione è di muschi, felci, salici e ontani. Ospita, infatti, la stazione di muschi più importante del Sud Italia. Affascinante l’antico mulino a ruota orizzontale, in funzione fino agli anni ’60, unico nel territorio a operare, di nascosto di notte, anche nel periodo fascista.

cosa vedere a morigerati: La Ferriera

È considerata uno degli esempi più interessanti di archeologia industriale del territorio cilentano. La Ferriera di Valle della Corte a Morigerati è stata realizzata attorno alla metà del diciannovesimo secolo e utilizzata per lavorare e trasformare il ferro. Si tratta di un grande esempio di archeologia proto – industriale, con oltre 450 metri quadrati di superficie, fino a poco tempo fa sepolto da circa tre metri di terra e camuffato da una fitta macchia mediterranea. Un tesoro, disposto su due corpi di fabbrica, venuto alla luce solo qualche anno fa. A poche centinaia di metri un canale artificiale derivava l’acqua del fiume verso il corpo inferiore della ferriera, dove un ramo si distribuiva su due trombe a vento per l’alimentazione di un fuoco di raffinazione ed un secondo lambiva il lato meridionale dell’edificio per muovere la ruota idraulica di un maglio. Mentre il secondo corpo della ferriera, a monte, fungeva da deposito per carbone e minerale e per alloggio dei lavoranti. Vicino alla ferriera sopravvivono i ruderi di un ponte medievale «a schiena d’asino».

Il fiume Bussento

Nasce su un versante meridionale del Monte Cervati, la seconda montagna più alta della Campania. A Caselle in Pittari il fiume Bussento scompare per circa sei chilometri dopo essersi inabissato nell’Inghiottitoio, per poi ricomparire nella cosiddetta risorgiva, che si trova nella grotta nell’Oasi Wwf di Morigerati. Questo susseguirsi di cavità naturali sono state oggetto di un primo studio nel 1925 da parte del Barone Carlo Franchetti, uno degli esploratori italiani più importanti del secolo scorso, che poi è ritornato a Morigerati nel ’50 insieme al Circolo Speleologico Romano. Tutta l’area, compreso l’Inghiottitoio a Caselle in Pittari, è stata esplorata nel corso di diverse spedizioni negli anni 1952, 1956 e 1982. Ma dei circa sei chilometri sotterranei, che percorre il fiume Bussento prima di riemergere a Morigerati, ne sono stati esplorati soltanto 1,2 Km tra cascate, saliscendi stretti e larghi nella cavità che si restringe e forma laghetti tra le pareti.

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Fotografo, social media manager, prossimo alla laurea magistrale. Ho voluto aprire questo blog per pura passione nei confronti dei viaggi, dei luoghi e delle piccole storie.

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