cosa vedere a San Galgano

Oggi vi racconto cosa vedere a SAN GALGANO, la famosa abbazia cistercense in provincia di Siena dove si conserva la SPADA NELLA ROCCIA, un’ottima meta per una gita fuori porta di un giorno.

Tra Siena e Grosseto adagiata su un cucuzzolo delle Colline Metallifere sorge CHIUSDINO, un paesino di origine longobarda di circa 1000 abitanti. Qui nacque Galgano Guidotti (1148-1181), unico figlio dei nobili locali Guido e Dionigia. Erano molto religiosi e allevarono Galgano secondo il credo cattolico. Tuttavia il giovane cavaliere, visse una vita dissoluta fino 32 anni, quando ebbe due visioni di san Michele Arcangelo che voleva farne un cavaliere di Dio.
Qualche tempo dopo Galgano fu portato a MONTESIEPI dall’Arcangelo Michele dove conficcò la spada nella roccia, divenuta croce e simbolo della sua rinuncia alla mondanità e qui iniziò la sua vita da eremita.

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L’Abbazia di San Galgano: un pò di storia

in seguito alla consacrazione della Rotonda di Montesiepi, il vescovo Ildebrando Pannocchieschi promosse la costruzione di un’abbazia realizzata secondo i canoni cistercensi: sorgeva lungo un’importante via di comunicazione (la via Maremmana), nei pressi di un fiume (Merse) per sfruttarne l’energia idraulica e in area boscosa e fertile da coltivare.

I lavori andarono speditamente anche grazie alle ingenti somme provenienti da donazioni e lasciti, per non parlare delle concessioni ecclesiastiche che consentirono di impossessarsi dei beni delle abbazie benedettine limitrofe. A metà del XIII secolo quella di San Galgano era un’abbazia cistercense potente e strettamente legata alla Repubblica di Siena sia in termini infrastrutturali sia economici (diversi furono i monaci di San Galgano nominati responsabili dell’erario di Siena). Il 1288 fu l’anno della consacrazione.Carestia (1328), peste (1348) e saccheggiamenti misero in ginocchio la comunità. La crisi si protrasse anche nel XV secolo e nel 1474 il monastero fu abbandonato. Nel XVI secolo gli abati affidatari dell’Abbazia vendettero la copertura in piombo della chiesa, velocizzandone così il deperimento. Alla fine del XVIII secolo crollarono definitivamente le volte e un fulmine abbattè il campanile, mentre nel 1789 la chiesa fu sconsacrata e i locali del monastero vennero adibiti a fattoria.
Bisogna aspettare l’inizio del XX secolo per un restauro conservativo di ciò che rimaneva della grandiosa Abbazia di San Galgano.

Cosa vedere a San Galgano

Indubbiamente è il suo aspetto decadente che rende questo luogo tanto affascinante. Ne rimarrete ammaliati al primo sguardo!
La facciata parzialmente rivestita in travertino ha tre portali con arco a tutto sesto. Parte del chiostro fu ricostruito negli anni ’20 con materiali originali.  L’antico Scriptorium, adibito oggi a biglietteria, è diviso in due navate da cinque pilastri a base cruciforme che sorreggono volte a crociera decorate con motivi a girale. Qui i monaci tramandavano antichi saperi copiando i manoscritti. Il biglietto costa 3,5 € e vale anche per il Museo civico e diocesano di Arte Sacra di San Galgano a Chiusdino. Segue la Sala Capitolare, tra gli ambienti più importanti dell’Abbazia. É divisa in sei campate e ha una copertura con volte a crociera.
Al piano superiore e attualmente in fase di restauro si trovano le celle dei monaci. Nulla rimane delle cucine, del refettorio e degli altri locali indispensabili alla vita monastica.

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Fotografo, social media manager, prossimo alla laurea magistrale. Ho voluto aprire questo blog per pura passione nei confronti dei viaggi, dei luoghi e delle piccole storie.

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