Oggi vi portiamo a Marta, paese in provincia di Viterbo che si affaccia sul Lago di Bolsena conosciuto per la qualità del suo pesce e per alcune tradizioni davvero uniche che sicuramente incuriosiranno più di un turista.

marta dal ponte

A Marta è possibile visitare un’intera parte del paese dedicata alla pesca dove i pescatori escono ogni mattina per andare a lavorare e che garantiscono un pescato sempre fresco e particolarmente buono. Nonostante il paese sia di dimensioni ridotte, lo raccomandiamo per un’uscita fuori porta di un paio di giorni. Abbiamo anche scoperto che un’azienda del territorio, prende il nome della santa patrona “Santa Marta”, se volete dargli uno sguardo, vi lasciamo qui li link del sito.

Il centro storico, caratterizzato da viuzze strette ma molto curate, portano il turista a viaggare con l’immaginazione tramite il binomio “terra e acqua”, motivo per il quale Marta è particolarmente apprezzata.

La Madonna SS.ma del Monte la festa per eccellenza di Marta

La festa della Madonna del Monte,o Festa delle Passate, affonda le sue radici nei riti arcaici di offerta delle primizie primaverili su cui si sono innestati elementi di religiosità popolare. Le origini della festa sfumano nella leggenda e nei “miti di fondazione”, ma è possibile rintracciare, nella mescolanza di elementi sacri e profani, i riti etruschi della fecondità e del ciclo delle stagioni e le celebrazioni in onore delle dee Maia, Cerere e Feronia dee dell’abbondanza, delle messi, della primavera, delle primizie, dei raccolti.

Da vari decenni gli studiosi di folklore hanno cercato di chiarire le origini, gli aspetti antropologici e culturali di questa festa assai complessa nei suoi significati storici, gestuali, rituali, espressivi, linguistici, sociali, ma molto resta ancora da verificare, anche perché molteplici sono le tesi interpretative, a cominciare da quelle che dovrebbero spiegare l’appellativo di “Barabbata”, nome con la quale la festa è pure conosciuta, ma che non incontra il favore della popolazione di Marta che preferisce chiamarla “Festa della Madonna del Monte o delle Passate”.

Piazza di Marta durante la festa

La Festa della Madonna del Monte, o Festa delle Passate, è probabilmente la manifestazione più sentita dalla comunità martana. Con l’avvicinarsi dell’evento si intensifica il lavoro per organizzarla, attività a cui partecipa, in varia misura, tutta la popolazione.

All’alba del 14 maggio, il tamburino, con il secolare e incessante rullo, dà la sveglia al paese accompagnato dalle campane della Collegiata che suonano a festa.
Alle nove il Corteo storico inizia il tradizionale percorso che attraversa tutto il paese per giungere al santuario della Madonna del Monte. È costituito, nell’ordine, dalle categorie dei Casenghi, dei Bifolchi, dei Villani e dei Pescatori; ad esse seguono la banda musicale, i Ceri, il clero, le autorità civili con il gonfalone, il popolo.

I Casenghi (uomini di fiducia dei proprietari terrieri che avevano compiti di sorveglianza delle tenute e di quelli che vi lavoravano) sfilano a cavallo. Seguono i Bifolchi (in passato avevano il compito di guidare i buoi aggiogati all’aratro a chiodo durante i lavori di aratura) che sfilano con animali aggiogati e attrezzi da lavoro.

All’interno della categoria dei Bifolchi ci sono i Pastori che possono avere con sé pecore, agnelli e caprette. Il loro carro raffigura la caratteristica capanna completa di tutti gli oggetti necessari a rappresentare la dura vita dei pastori o alcune fasi del loro lavoro.

I Villani raggruppano gli agricoltori che svolgono ogni tipo di lavoro. Si tratta di una categoria composita che comprende cinque sottocategorie: i Sementerelli, le Vanghe, i Falciatori, i Mietitori e le Fontane, cioè i carri dei Villani, così chiamati perché spesso sono arricchiti di zampilli d’acqua. Sono trainate a mano o con mezzi meccanici oppure portate a spalla. Abbellite con fiori e verde locale, mostrano le primizie del lavoro (frutta, verdure, ortaggi), variamente e pittorescamente disposte, raffigurazioni in miniatura dei lavori campestri, riproduzioni delle varie colture e dei cicli dell’olio, del vino e del pane, antichi attrezzi e utensili agricoli.

Seguono i Pescatori che portano in offerta i pesci del lago, di ogni dimensione e varietà, opportunamente disposti su carri e barche riprodotte in scala o appesi a delle pertiche. Attrezzi e reti da pesca di vario tipo vengono portati dai vari componenti della categoria o sono sapientemente utilizzati per decorare carri e barche.
Le Passate, cioè i tre giri che ogni Passante compie entrando in chiesa dalla porta principale, attraversando l’area sacra del presbiterio e uscendo di nuovo sul sagrato dalla porta del convento, si svolgono dopo la S. Messa che ha luogo non appena il Corteo ha raggiunto il santuario. Al terzo passaggio ognuno lascia sull’altare i doni in offerta (primizie, formaggio, pesci, pane, frutta) e riceve dai Signori della festa la tradizionale ciambella.

Se questo articolo vi è piaciuto, vi rimandiamo ad un altro dove parliamo di una struttura veramente particolare sul Lago di Bolsena.

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Fotografo, social media manager, prossimo alla laurea magistrale. Ho voluto aprire questo blog per pura passione nei confronti dei viaggi, dei luoghi e delle piccole storie.

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